Archivio di Agosto, 2008

Linking people and culture with nature08.08.08

a cura di Marcello Notarianni
formato elettronico - Pdf

Pubblicato in turismo

È ormai riconosciuto a livello internazionale come l’ecoturismo sia un segmento in forte crescita ed un mezzo importante per lo sviluppo locale. Il documento analizza il progetto pilota internazionale di ecoturismo nel villaggio di Brajcino, primo esempio di sviluppo turistico sostenibile nella Repubblica di Macedonia. Scopo del caso studio è evidenziare il quadro che ha reso il progetto un caso di successo a livello internazionale. Nella prima parte si analizza la premessa del progetto e le caratteristiche ambientali, sociali ed economiche dell’area di riferimento (Prespa Lake e Pelister National Park). Nella seconda si analizza il progetto seguendo la metodologia, la strategia, le attività, i risultati, senza tralasciare i problemi, le soluzioni e le lezioni apprese.

Il paper è in inglese, qui di seguito l’abstract originale:

The ecotourism is one of major growing segment at international level and an important tool for sustainable local development. The paper focus on the case study of the Brajcino village ecotourism project, first example of sustainable tourism development in FYR of Macedonia. The purpose of this paper is to provide a comprehensive framework that makes this project an international successful case history. The first part of the paper describes the project background, and the environmental, social and economic features project area (Prespa Lake and Pelister National Park). The second half of the paper focus on methodology, strategy, activities, problems and lesson learned of the project.”

Scarica il Paper gratuitamente: Bracijno

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Ebook, intrattenimento digitale e il futuro del diritto d’autore08.04.08

a cura di Luca Calcinai
formato elettronico - Html

Pubblicato in editoria multimediale

Riportiamo qui di seguito un articolo molto interessante, inviato da Luca Calcinai alla lista E-Book Revolution.

L’articolo è ricco di spunti e suggerisce un futuro possibile per l’editoria digitale, la cui realizzazione, però, necessiterebbe di una dose massiccia di innovatività, ingrediente spesso scarseggiante nelle dispense degli editori….

“Attualmente le tecnologie digitali stanno mettendo a repentaglio la difesa del diritto d’autore. In campi quali la musica, il cinema, e perché no, anche l’editoria, è sempre più facile poter accedere a contenuti coperti da diritti senza corrispondere il dovuto.

Com’era oltre un secolo fa, ai tempi, che ne so, di Jules Verne? L’opera dell’ingegno dell’autore poteva venir carpita e sfruttata commercialmente da editori ed impresari senza scrupoli, che si arricchivano senza corrispondere un centesimo all’autore, il quale, non di rado, non sarebbe mai venuto neppure a conoscenza dell’abuso.
Nel caso di Verne, i suoi libri venivano riprodotti e tradotti in diverse nazioni, le sue opere teatrali rappresentate in varie parti del mondo, e non gli veniva pagato nulla. Anche il suo stesso editore ufficiale, Hetzel, grazie ad un contratto capestro, non riconosceva alcuna percentuale sulle vendita dei suoi libri in versione illustrata, peraltro la più richiesta e venduta.
Situazioni come questa e peggio di questa furono alla base della nascita di organismi di controllo, come la SIAE in Italia. Finanziato dagli autori e dagli editori, questo organismo, grazie ad una presenza capillare sul territorio ed alla corrispondenza con le omologhe associazioni estere, poteva vigilare sugli abusi, e riscuotere quanto dovuto a favore dei soggetti interessati. All’epoca inoltre la riproduzione delle opere non solo era di difficile attuazione, ma difficilmente poteva passare inosservata. Il meccanismo della SIAE era efficiente e otteneva i propri scopi.

Il primo grande colpo a questo ben oliato meccanismo è stato inferto dalla Philips nei primi anni ‘70, con l’invenzione del registratore a cassette. Questa invenzione consentiva a chiunque, in modo economico, di registrare suoni e musica, fino allora ben protetti all’interno dei dischi di vinile. La SIAE non era strutturata per controllare un simile fenomeno, non potendo riscuotere i diritti derivanti dalla duplicazione, e neppure il tentativo di rendere illegale i registratori ebbe successo.

Col passare degli anni il progresso delle tecnologie hanno permesso di ottenere dei contenuti di qualità sempre più elevata, riducendo al contempo i costi di fabbricazione dei supporti.
Ma proprio la riduzione dei costi ha portato a rendere accessibili alle masse i sistemi di duplicazione, dando il via ad una diffusa pratica della copia casalinga. Inoltre la diffusione della banda larga ha permesso la facile distribuzione di queste copie.

Al momento, tra le varie forme di intrattenimento, forse il libro è quello che resta il più difficile da duplicare. Difficile, ma non impossibile, anche partendo dal cartaceo. Inutile dire che gli editori si oppongono alla migrazione verso il libro nativamente digitale, in quanto è evidente che sarebbe facile preda di duplicazione indiscriminata, almeno secondo la loro ottica.

Dove stiamo andando? Se le statistiche che indicano nel 90% il numero di files illegali presenti all’interno degli iPod dicono il vero, allora sembra che il mondo si stia muovendo verso l’illegalità diffusa e la copia indiscriminata.

Ma quali sono i motivi per cui una persona dovrebbe copiare un file invece che acquistarlo regolarmente? Il prezzo, certamente.
Tra pagare un disco 25 euro e pagarlo zero, la differenza senza dubbio c’è!
Ma è l’unico motivo? Forse per qualcuno è così, ma io non credo… Un motivo importantissimo è che tramite i software P2P è molto comodo accedere ai contenuti: basta fare una ricerca seduti tranquillamente sulla propria poltrona e si mette a scaricare quanto desiderato.E non solo! Sempre tramite il P2P è possibile accedere a delle vere e proprie rarità, album musicali fuori catalogo, vecchi film, rappresentazioni teatrali, libri e fumetti introvabili…

A mio giudizio queste due caratteristiche, facile accesso e vasto catalogo, sono molto più rilevanti del semplice fattore prezzo, e sono convinto che la maggior parte della gente pagherebbe per poter usufruirne in modo legale. Poco, ma pagherebbe.

E allora ecco che la SIAE, cavalcando questa grandissima opportunità, trova il meccanismo per rendere legale il P2P, chiedendo in cambio una piccola quota mensile per rendere accessibile la cultura e l’intrattenimento a tutte le persone, garantendo al contempo la corretta retribuzione agli autori, ed eliminando gli sprechi grazie alle moderne tecnologie che permettono di incanalare i profitti nella giusta direzione.

Vi è piaciuto il paragrafo di fantaeconomia? No? Allora eccovi il realismo.

E allora ecco la SIAE che, cercando di opporsi a queste innovazioni per conservare il proprio predominio e i propri diritti feudali, ingaggia battaglie contro giovani studenti che scaricano gigabyte di musica (che, per inciso, non troveranno mai il tempo di ascoltare) o di video (che probabilmente vedranno solo in parte), che impone balzelli sui supporti col presupposto che questi conterranno esclusivamente contenuti illegali (ma scusa, la tassa l’ho già pagata, quindi sono autorizzato automaticamente alla copia?), che con discutibili pressioni ottiene dal Parlamento Europeo, anno dopo anno, continue estensioni alla durata del diritto d’autore (e ci siamo rigiocati il Pirandello!) accampando puerili motivazioni (ma scusa, allora anch’io voglio campare di rendita sui vestiti e sui tessuti che ha venduto mio nonno settant’anni fa!), studia DRM sempre più insormontabili che vengono crakkati dopo nemmeno una settimana, rendendo la vita difficile a chi ne ha diritto e non fanno una piega ai pirati…

Ottuse menti! Perché non impiegate le vostre potenzialità per semplificare e migliorare un processo che, vostro malgrado, è già in atto?

Sono convinto che potendo ottenere un facile accesso ad un immenso deposito di opere culturali e di intrattenimento, che siano film, musica, teatro o libri, questa bramosia del download svanirebbe nel nulla. Perché scaricare centinaia di brani o di film, quando potrei sedermi tranquillamente davanti allo stereo o al televisore, o prendere in mano il mio lettore e-ink, e con due semplici comandi avere OGNI opera mai prodotta al mondo a mia disposizione? Con in più la serenità morale che ciò di cui usufruisco verrà regolarmente pagato all’autore, e senza dover mantenere montagne di cd e dvd masterizzati che non mi garantiscono in maniera assoluta la durata del contenuto? Un prezzo mensile equiparabile a quello di una pay tv o anche meno potrebbe garantire (credo) tutto ciò, e con maggior soddisfazione di autori, e editori e fruitori. La copia in questo caso non sarebbe un crimine, ma solo un mezzo per far conoscere meglio un autore, e di conseguenza incrementare i suoi guadagni e la sua notorietà.
Se mi obiettate: ma in questo caso la gente accederebbe ad una quantità smisurata di contenuti, non dovendo più pagare per essi! Vi rispondo con un paragone, quello dei ristoranti “mangia quanto vuoi per 10 dollari”… La pancia più di tanto non può contenere! Una persona normale più di un film al giorno non può vedere, più di un libro alla settimana non può leggere, più di due ore di musica al giorno non può ascoltare.
O magari lo può fare per qualche settimana, ma poi non ne può più!”

Pubblicato in Calcinai L.con 2 Comments →

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