CONOSCENZA e GESTIONE, Come valorizzare il patrimonio conoscitivo dell’azienda12.01.08

La casa editrice LEDIZIONI presenta il Libro:
CONOSCENZA e GESTIONE, Come valorizzare il patrimonio conoscitivo dell’azienda
Il Libro raggruppa gli scritti, i pensieri ed i lavori di L. J. Cavalli dal 1998 sulla gestione della conoscenza. Il knowledge management è una strategia necessaria per affrontare le sfide poste alle imprese dal nuovo scenario economico, nel quale la vera risorsa scarsa è rappresentata dal sapere. L’autore affronta la questione dell’utilizzo della conoscenza e ne descrive gli strumenti e gli impatti sulla dimensione umana, tecnologica e organizzativa dell’azienda.
Il libro rappresenta un utile manuale introduttivo per chi voglia avvicinarsi al mondo del knowledge management e per chi è interessato a sviluppare la gestione della conoscenza in azienda seguendo un approccio che parte dalla valorizzazione del capitale umano per sviluppare il capitale intellettuale delle organizzazioni.
Lorenzo J. Cavalli è consulente di direzione, project e change manager, coach e counsellor presso importanti organizzazioni, per le quali si occupa di valorizzare il patrimonio conoscitivo degli individui e delle imprese con l’utilizzo delle più evolute metodologie manageriali di coaching e con i più moderni strumenti informatici e web.
Per acquistare il Libro di L. Cavalli, si segua il link qui sotto:
CONOSCENZA e GESTIONE, Come Valorizzare il Patrimonio Conoscitivo aziendale

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L’evoluzione delle strutture organizzative12.01.08

a cura di Lorenzo Cavalli
Nel passato l’ambiente economico subiva cambiamenti graduali e uno strumento di controllo e di programmazione statico come l’organigramma, che rappresenta “chi lavora dove e a chi risponde”, era sufficiente per  gestire la struttura organizzativa dell’azienda. Attualmente per far fronte ai cambiamenti sempre più frequenti le imprese hanno bisogno di strutture flessibili e adattive, che rispondono ai cambiamenti esterni organizzandosi all’interno autonomamente. In questo contesto c’è bisogno, in aggiunta alla rappresentazione della struttura gerarchica, di uno strumento che rappresenti “chi sa cosa e chi conosce chi” ossia la visualizzazione delle interconnessioni che avvengono nei sistemi di apprendimento che sono le organizzazioni.
Nasce quindi spontanea la domanda: quale forma di struttura organizzativa si adatta meglio ai cambiamenti indotti dallo scenario competitivo e dalla gestione della conoscenza in ambito aziendale?

Per una disamina dell’evoluzione delle forme organizzative ed un’analisi delle strutture organizzative per l’economia della conoscenza (knowledge Economy) si veda il Libro di L. Cavalli:
CONOSCENZA e GESTIONE,  Come Valorizzare il Patrimonio Conoscitivo aziendale

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La forma Organizzativa Cellulare o ad Oggetti12.01.08

a cura di Lorenzo Cavalli

La forma cellulare o ad oggetti presenta considerevoli vantaggi in quanto essa incorpora le principali caratteristiche creatrici di valore delle forme precedenti e aggiunge ad esse nuove capacità di creare valore.
Per un’analisi dell’evoluzione delle forme organizzative aziendali e descrizione dell’approccio celllulare od ad oggetti all’impresa

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Licensing and Business Models09.16.08

a cura di Onetti Alberto (Department of Economics, University of Insubria, Italy) e
Verma Sameer (Associate Professor in Information Systems – San Francisco State University – College of Business)

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Segnaliamo questo interessante articolo che analizza in profondità il meccanismo delle licenze nell’industria del software. Le licenze Open Source ossia le 72 licenze approvate dall’Open Source Initiative (OSI) sono il punto di partenza dell’analisi, che osserva come diverse aziende cambino il tipo di licenza inizialmente adottato. Il rapporto fra modelli di Business e licenze adottate viene esaminato in profondità.

Abstract originale in inglese:

“License affects software companies’ business activities. While proprietary software vendors create custom licenses, open source companies have less flexibility. The Open Source Initiative (OSI) defines a list of 72 licenses as open source (“OSI approved”). For a project to follow open source licensing, it has to pick licenses from this set. Logically, we expect that an open source company defines its business model around the license that it selects. Thus, we can assume that business model decisions follow license choice. In our research we find that in some cases open source companies remove these license constraints for business reasons. We observed cases of open source companies moving from one OSI-approved license to another or companies innovating by adding additional terms. In all these cases, the decision of change is based on the license being a poor fit with their business goals. Not all open source companies are entitled to change the license because this option is available only to companies that own intellectual property. If they do not, they can try to reshape their business model, but that remains a suboptimal option. Whether cognizant of it or not, organizations are implicitly choosing a business model when they select a license. Therefore, it is very important to address licensing and business model decisions as one system instead of a disjointed two-step process. For this purpose we introduce (1) an evolutionary model where license selection and business model impact each other and (2) a taxonomy that addresses both licensing and business models. Our approach helps practitioners include revenue considerations in the licensing choice and researchers to more accurately study the antecedents and consequences of license choice.”

Articolo completo qui

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Health & Management04.21.08

a cura di Riccardo Benardon
formato elettronico

il testo affronta in maniera critico-costruttiva, sintetica l’importanza di un approccio organizzativo per la gestione della struttura sanitaria con un forte orientamento alla flessibilità. Parte dal presupposto che il processo clinico debba essere alla base del processo di pianificazione e controllo della struttura. Inoltre affronta la necessità di integrazione con il territorio sia verticalmente (vicinanza alle esigenze del cittadino) sia orizzontalmente in ottica di sinergie tra i diversi attori presenti sul territorio.

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