Reintermediazione della disintermediazione?01.28.09

A cura di LibriShop (Nicola Cavalli)

Citiamo da questo bell’articolo di Sergio Maistrello: “Evidentemente la questione va molto oltre la contingenza delle attività online della nuova amministrazione americana e molto oltre la sfera politica. Ora che internet sta scomparendo dentro la realtà, ora che le tradizionali mediazioni stanno attraversando una crisi epocale, il punto diventa paradossalmente trovare nuove mediazioni, nuovi equilibri per bere dall’idrante personale nel momento in cui non siamo più tenuti a fare la fila al rubinetto pubblico. Non voglio in alcun modo banalizzare una questione che io stesso avverto fondamentale per lo sviluppo futuro del web sociale, com’è quella che mi viene da chiamare la reintermediazione della disintermediazione…..”

Articolo, un po’ lungo, da leggere!  Scoperto sul blog di Gaspar Torriero

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Aggiungi Ferdinand ai tuoi amici. Gemeinschaft e gesellschaft ai tempi di Facebook.12.24.08

A cura di LibriShop.

Riportiamo con un po' di ritardo un post, con segnalazione, a cura di Antonio Sofi.

"Il sociologo tedesco Ferdinand Tönnies non ha un profilo su Facebook. Eppure lo meriterebbe, nonostante sia morto da quasi 80 anni. Non fosse altro per aver inconsapevolmente fornito, con le sue teorie, impagabili suggerimenti su come progettare social network su Internet. - due parole ostiche e vibratili, opposte come poli di calamita - non hanno certo colpa del successo dei moderni Facebook, MySpace, Linkedin, Badoo, Netlog, e via elencando. Eppure aiutano un po' a capire la diffusa fascinazione che i social network hanno, ogni giorno di più, presso un numero sempre maggiore di persone in tutto il mondo; e al contempo, l'altrettanto montante resistenza che generano. Oggi ho ricevuto con piacere nella cassetta della posta la rivista Oxygen, il numero 5 di Ottobre. Il trimestrale - a cui un sito oggettivamente falla - è però un oggettino cartaceo davvero delizioso, edito ed editato dagli amici di Codice Edizioni per Enel. Molto più che un magazine “aziendale” però: intorno al filo rosso delle energie trovano spazio e posto approfondimenti, storie fotografiche, saggi più o meno monografici di varia natura e scienza. Se lo trovate in libreria dategli un’occhiata: è anche un piacere alla vista, con un superbo apparato iconografico. In questo numero c’è anche un mio divertissement (intitolato “Aggiungi Ferdinand ai tuoi amici”) sul rapporto tra il social web e le teorie di un sociologo tedesco attivo all’inizio del secolo scorso, che scriveva di “comunità” e “società” (nel dossier dedicato ai social network anche - e ben più on topic di me - interventi di Clay Shirky, Andrea Toso e Enrico Sola)"

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Nativi e Immigranti Digitali10.28.08

a cura di Nicola Cavalli
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Pubblicato in editoria multimedialeweb studies - sociologia della comunicazione

La Facoltà di Scienze della Formazione e il gruppo di ricerca Numedia Bios dell’Università degli Studi di Milano Bicocca organizzano, nei giorni 6 e 7 novembre 2008, un convegno dal titolo Nativi e Immigranti Digitali, il cui tema centrale è la definizione del panorama e dei trend di sviluppo nel consumo dei media digitali in ambito personale, familiare, pedagogico.

Scarica la locandina dell’evento (pdf, 610 KB)

Dall’analogico al digitale: il consumer di ieri, abituato a una ricezione passiva dei contenuti mediatici; il prosumer di oggi, che con il web 2.0 entra a partecipare attivamente all’industria culturale; il netizen di domani, immerso in ambiente digitale naturalizzato, convivono come entità chiaramente distinguibili e reciprocamente influenti all’interno della famiglia e delle istituzioni. La rapida evoluzione tecnologica e culturale, iniziata con la diffusione dei media digitali, la nascita di Internet e la riorganizzazione secondo logiche di rete, è fonte di mutamento epocale a livello sociale, politico, culturale. Cambiano le strutture relazionali, cambiano i modi di partecipazione democratica, cambiano il lavoro, lo studio e la didattica, riconfigurandosi in base alle nuove possibilità di comunicazione e informazione. Il grado della partecipazione attiva degli utenti alla creazione di contenuti (chiamati User Generated Content), le motivazioni sottese, l’entusiasmo e le difficoltà di fronte alla digitalizzione crescente delle attività e alla virtualizzazione delle dimensioni di spazio, tempo e identità, sono punti cardine di un’indispensabile riflessione, volta a tracciare le linee guida di quella che si profila come una vera e propria rivoluzione.

Il 6 novembre, l’osservatorio Numedia Bios dell’Università degli Studi di Milano Bicocca presenta, in collaborazione con Radio24 e Bruno Mondadori, un’indagine effettuata tra gli studenti universitari e integrata con evidenze emerse nelle loro famiglie volta ad indagare l’effettiva consistenza e lo spostamento dei consumi mediali dall’analogico al digitale e il passaggio da un atteggiamento consumer a un’attitudine prosumer. Instant messenger e cellulare, Internet e Wikipedia, social network, YouTube e i blog, hanno sostituto nei loro consumi culturali la televisione, la radio e le biblioteche come una vera rivoluzione mediale e cognitiva sulle istituzioni formative e sulla società. I risultati discussi dai ricercatori della Bicocca (FRA CUI LO SCRIVENTE!) insieme ad un panel di esperti nazionali e internazionali tra i quali Geert Lovink (autore di Zero Comments, Bruno Mondaodori, 2008) e Sergio Saviori (direttore editoriale di Edumond), nonchè Antonio Tombolini e Vittorio Pasteris.  Il quadro emerso dell’analisi quali-quantitativa effettuata da Numedia Bios, data anche la particolare identità del campione indagato, rappresenta lo specchio della probabile evoluzione del panorama di produzione e consumo culturale nel nostro Paese e vuole rappresentare in questo senso un punto di partenza per l’ampliamento e l’approfondimento di tematiche interrelate, soprattutto riguardanti l’impatto delle nuove tecnologie sulle dinamiche familiari, sui consumi, sulla formazione.

La giornata del 7 novembre, organizzata in collaborazione con la Fondazione IBM Italia, RCS ed ETAS, è dedicata alla discussione delle categorie definite di nativi e immigranti digitali, a cercare di comprendere come le tecnologie digitali stanno cambiando il modo di vedere, costruire ed apprendere il mondo dei cosiddetti Digital Kids. I nativi digitali sono tutti i bambini nati dopo la diffusione di internet. Diversamente da noi figli di Gutenberg - semplici immigranti digitali - i digital kids sono nati in una società multischermo e preferiscono alla televisione e forse anche ai libri gli schermi interattivi, il cellulare, la Wii. Ma è soprattutto quello del computer connesso ad internet lo schermo che amano di più. Nella cornice delle problematiche connesse al digital divide si inserisce il gap intergenerazionale sorto in modo evidente tra i bambini nati dopo lo sviluppo e la diffusione pervasiva delle tecnologie digitali e genitori e formatori nati e socializzati in ambito analogico o di prima digitalizzazione. Questo costituisce oggi area di forte criticità e dai risvolti notevoli, sia in ambito educativo e familiare sia nella previsione e realizzazione di prodotti culturali perché incide tanto nella struttura della relazione interpersonale come nella progettazione e gestione della comunicazione e della didattica. Digital kids. Come i bambini usano i computer e come potrebbero usarlo genitori e insegnanti (Digital Kids, Etas, 2008 a cura di Susanna Mantovani e Paolo Ferri) è il titolo del volume che raccoglie le ultime evidenze della ricerca Bambini e Computer, condotta da alcuni anni da un gruppo di ricerca che unisce gli sforzi di docenti e ricercatori dell’Università degli Studi Milano Bicocca e della fondazione IBM Italia. Ai risultati di ricerca verranno discussi con alcuni tra i massimi esperti internazionali di questa tematica tra i quali Antonio Battro (Harvard University, OLPC Project), Francesc Pedrò (OCSE), Marc Prensky (autore di Mamma non rompere, sto imparando, 2008, http://www.mammanonrompere.com/).

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I Docenti Accademici Italiani e l’Editoria Digitale: Percezioni, Opinioni e Utilizzo06.11.08

a cura di Nicola Cavalli
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Pubblicato in: Editoria Multimediale e Sociologia della Comunicazione
In questo articolo vengono presentati i risultati di una survey sui docenti accademici italiani circa le loro percezioni, le loro opinioni e le dichiarazioni di utilizzo delle risorse elettroniche (e-book, e-journal, database bibliografici etc).

Vengono presentati diversi grafici e analisi dei dati.

Scarica o visualizza: I docenti Italiani e l’editoria elettronica

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Il Web: Spazio antropologico e Psicotecnologia04.22.08

a cura di Nicola Cavalli
formato elettronico (pdf 325 kb)

Gratis - Vengono ripercorsi i principali indirizzi di studio sulle comunicazioni di massa e viene analizzato il Web in quest’ottica. Particolare risalto viene dato alla scuola Innis - McLuhan - De Kerckhove ed al concetto di spazio antropologico di Pierre Levy.

Scarica questa pubblicazione 

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